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Crescere con la musica

Esperienzie cognitivo terapeutiche vissute nella scuola attraverso il linguaggio dei suoni, il movimento, il simbolo e il sonema

 

Recensione

La musica può essere tramite di sviluppo, nei bambini, delle capacità espressive e di apprendimento, può essere insomma strumento nuovo per una scuola nuova.
Le esperienze che l’utilizzazione della musica consente sono sia conoscitive che terapeutiche; per questo il presente volume è di interesse, da un lato, degli insegnanti di sostegno e degli operatori che svolgono attività terapeutiche, dall’altro di tutti gli insegnanti di scuole per l’infanzia e di scuole elementari e medie che intendano adeguarsi alle finalità ed ai contenuti dei nuovi programmi ministeriali per l’educazione al suono ed alla musica. La prima parte del libro dà al lettore la possibilità di seguire una singolare esperienza di inserimento di bambini disabili nelle classi attraverso il “metodo linguistico-musicale” di Giordano Bianchi. Tale metodo, la cui adozione non presuppone specifiche conoscenze musicali, è finalizzato in primo luogo allo sviluppo della percezione audiotattile-visiva attraverso la manipolazione di materiale sonoro.
Consente inoltre di conoscere il proprio corpo e sviluppare le capacità di orientamento e di coordinamento motorio e le facoltà psicomotorie ed espressivo-creative.
In secondo luogo il sistema si propone la crescita delle capacità di discriminazione e di espressione fonemico-onomatopeica (ortofonia) e graficoverbale (lettura, scrittura, ortografia). Le vocali, le consonanti e, in seguito, i fenomeni e le parole vengono ricercati ed espressi onomatopeicamente a livello grafico e sonoro in associazione a simboli gestuali e ai timbri ottenuti su uno strumentario appositamente approntato.
Infine, il metodo Bianchi è finalizzato allo sviluppo delle facoltà logicomatematiche, sia per la stessa strutturazione aritmetica dei linguaggio musicale, ed in particolare dello strumentario usato, sia per il sistematico ricorso alla simmetria applicata nella manipolazione, nel movimento e nell’uso dei simboli gestuali e grafici.
La seconda parte del volume ospita una vasta raccolta di proposte operative che, se mirate ed eventualmente semplificate, offrono la possibilità di conoscere e applicare il metodo nelle sue varianti.

Indice

  "Un metodo per fare" pp.13-18   Belgrano Giovanni
  "La musica come terapia" pp.19-26   Moretti Giorgio
  Premessa pp.27-32   Della Bella Romeo
  Avvertenze pp.33-36   Bianchi Giordano
  Documentazione pp.37-40   Morea Vincenzo
  Parte I - L'attività musicale come stimolazione allo sviluppo delle facoltà senso-motorie logico-matematiche ed espressive    
Cap.1 Visita alle classi e conoscenza dei soggetti pp.41-45    
1.1 Primo intervento con Dario: prima e dopo, grande e piccolo sui tamburi    
Cap.2 L'animazione musicale (informale) a tutta una classe come primo approccio pp.46-51    
2.1 Lo "scarabocchio sonoro": concetto di antecedente e conseguente, durata del rumore e dei silenzio    
2.2 Uso della segmentazione dello schema corporeo e della espressività del viso associata al suono-timbro come mezzo di comunicazione    
2.3 Direzione mediante simboli grafici (prelettura)    
2.4 Veloce e lento. Moto uniforme e prima discriminazione ritmica    
2.5 Stimolazioni varie (attenzione, coordinamento, antecedente e conseguente, prontezza di riflessi ecc.)    
Cap.3 Il laboratorio di musicoterapia: primi interventi mirati pp.52-62    
3.1 Emarginazione e privilegio    
3.2 Importanza dell'aspetto esteriore dell'operatore nei . confronti dei bambini    
3.3 Presentazione delle campane e prima utilizzazione    
3.4 Quantità cronologica, coordinamento manuale psicomotorio, identità e discriminazione sensoriale visiva ordinaria. Il prima e dopo, sulle campane    
3.5 Verifica    
3.6 Simultaneità, prontezza di riflessi e coordinamento oculo-motorio    
3.7 Pesante e leggero. Alto e basso    
3.8 Il più piccolo ed il più grande della seriazione di cinque grandezze diverse e stimolazione alla fabulazione    
3.9 Memorizzazione visiva ed uditiva di sequenze strutturate    
Cap.4 Gli elementi base del linguaggio sonoro attraverso l'animazione e la graficizzazione pp.63-71    
4.1 Il silenzio, elemento base per un buon ascolto e per lo sviluppo di ogni attività sonora    
4.2 Il rumore come espressione del movimento    
4.3 Variazioni nel modo di trasmettere comandi, mediante l'uso di varie parti del corpo (segmentazione)    
4.4 Durata del rumore e silenzio. L'intensità    
4.5 Esempio di animazione-sonorizzazione di un racconto: il gatto e i topi    
4.6 Gioco ritmico per l'acquisizione dello schema del viso    
4.7 Associazione, ovvero mediazione, di tipo affettivo sulle campane    
4.8 "Corrispondenza- e "relazione" tra i personaggi e le campane    
Cap.5 Incontro con i genitori pp.72-78    
Cap.6 Diamo loro affetto, responsabilità e fiducia pp.79-81    
6.1 Assunzione alternata del ruolo di esecutore e di chi dirige il gioco, come verifica, ma soprattutto per dare responsabilità e fiducia    
Cap.7 La stimolazione all'apprendimento è già terapia pp.82-88    
7.1 Attenzione e memorizzazione visiva    
7.2 Sopra e sotto. Di qua e di là (lateralizzazione)    
7.3 Passaggio al simbolo grafico dello strumento e prelettura    
7.4 Gradualità programmata ed interventi mirati    
7.5 Attraverso l'attività musicale ogni bambino in difficoltà può facilmente acquisire delle capacità che non lo faranno più sentire diverso    
7.6 Segmentazione dello schema facciale, simmetrie e ritmi corrispondenti    
Cap.8 L'importanza della creazione di una atmosfera familiare pp.89-92    
8.1 Imparare noi, insieme a loro, per aiutarli: anche perchè domani per loro sarà troppo tardi    
Cap.9 Il sonema pp.93-96    
9.1 Il "simbolo grafico" di grande e piccolo e relativa esecuzione psicomotoria, come prelettura e memorizzazione    
Cap.10 Associazioni, corrispondenze, simmetrie pp.97-106    
10.1 Corrispondenza biunivoca fra le cinque dita e cinque campane (5 piastre sonore, 5 tamburi ecc.) e altrettante parti del corpo. Trasmissione tattile    
10.2 Corrispondenza biunivoca tra le campane ed i bambini che le rappresentano    
10.3 Associazione I e IV campana con i sonemi din e don e scala dei suoni vocalici in relazione alla loro emissione nell'organo fonatorio    
10.4 Discriminazione delle vocali e relativi simboli gestuali    
10.5 Giochi di simmetria sulle campane con l'uso della digitoritmia    
10.6 Prima canzoncina "S'è sposato il campanon" composta con due soli suoni    
10.7 L'aspetto interdisciplinare in ogni acquisizione e la necessità di ricorrere anche ad espedienti di tipo ricreativo e rilassante    
Cap.11 Il ritmo nell'ortofonia pp.107-113    
11.1 Discriminazione nella parola dell'accento tonico, coordinamento verbo-motorio e ortofonia attraverso la percussione corporea e sugli strumenti ritmici    
11.2 Introduzione dei sonemi: dun-den-dan    
Cap.12 Il rapporto operatore-soggetto pp.114-124    
12.1 Importanza dell'oggetto intermediario "strumento" ai fini dell'apprendimento    
12.2 Il problema della sterilizzazione dell'ambiente in cui si opera    
12.3 Necessità di rafforzamento delle capacità percettive, di associazioni e di coordinamento oculo-motorio prima, dopo e durante la fase grafica    
12.4 Il ritmo nella parola (cellula ritmica) e relativi simboli gestuali e grafici    
12.5 Utilizzazione delle cellule ritmiche nell'ortofonia, nei giochi di coordinamento psicomotorio e nella prelettura    
Cap.13 Avvio graduale nell'apprendimento della lettura pp.125-131    
13.1 Acquisizione delle figure geometriche attraverso l'uso di strumenti ritmici    
13.2 L'animazione (musicale, verbale e gestuale) agevola il processo dell'apprendimento della lettura    
13.3 Importanza del contatto affettivo fisico cutaneo tra operatore e soggetto    
Cap.14 Giochi per la discriminazione grafica pp.132-135    
14.1 L'autogestione di gruppo nel gioco ed i suoi vantaggi    
14.2 Ricerca dell'identità grafica (sovrapposizione), mediante giochi di animazione e di emulazione    
Cap.15 Il successo nell'apprendimento comporta miglioramenti nel comportamento pp.136-140    
Cap.16 Dai sonemi alle prime parole pp.141-146    
16.1 Avvio all'analisi sonora e grafica dei sonemi    
16.2 Animazione psicomotoria per la discriminazione uditiva e grafica delle consonanti "d-s-r"    
16.3 Lo sforzo, nell'apprendimento, pur gradualizzato, è fattore essenziale da non eliminare    
16.4 Composizione delle prime parole (consonanti d-s-r) e loro utilizzazione nella frase parlata secondo un nuovo criterio di globalità    
Cap.17 L'aspetto musicale del metodo pp.147-152    
17.1 Problematiche circa la conoscenza della situazione socio-culturale e psico-fisica dei soggetti nella scuola in genere    
17.2 Discriminazione con l'apporto anche della percezione tattile delle consonanti iniziali "d e t" nei relativi sonemi    
17.3 Gioco musicale melodico sulle campane di discriminazione delle vocali nelle parole o nelle frasi    
17.4 Coordinamento fiato-tasto sulla melodica    
Cap.18 I miglioramenti di Dario pp.153-156    
18.1 Esempio di animazione mimata per la discriminazione della "t"' e della "d"    
Cap.19 Il coinvoigimento dei genitori pp.157-163    
19.1 Considerazioni sui due diversi modi di inserimento nell'ambito della scuola: nel gruppo di sostegno e nella classe    
19.2 Coinvolgimento di un genitore con la consulenza e revisione dell'esperto    
19.3 Importanza di un clima non pietistico, ma gioioso; risultante da un rapporto affettivo controllato e naturalmente espresso    
19.4 Composizione di parole comprendenti le sole consonanti "d-t-s" a livello manipolativo, uditivo e poi grafico    
Cap.20 Prelettura ritmo-timbro-onomatopeica attraverso la discriminazione delle forme geometriche pp.164-168    
20.1 Esecuzione delle cellule ritmiche sui tamburi ed altri strumenti    
20.2 Associazione dei sonemi "pini-peni-pain-poni-pum" a cinque tamburi regolati sulla scala pentafonica    
Cap.21 Il "sostegno" in laboratorio pp.169-172    
21.1 E' proficuo e necessario che l'insegnante di sostegno "tratti" il bambino affidatogli nell'ambito della stessa classe?    
21.2 Discriminazione e riproduzione sulle campane dei sonemi "pin-pen-pan-pon-pun"    
21.3 L'udito è l'organo più naturale per lo sviluppo, attraverso l'uso della parola, del pensiero e quindi dell'intelligenza tipicamente umana    
21.4 Formazione delle frasi con parole comprendenti la consonante "p"    
Cap.22 Ultimo incontro: bilancio e preventivo pp.173-177    
22.1 Come ricercare altri sonemi su vari strumenti stimolando soprattutto la fantasia dei bambini    
Cap.23 Relazione dell'insegnante di sostegno, di Patrizia Lambertenghi pp.178-181    
  Parte II - Proposte operative    
  Scheda 1 - Giochi per l'acquisizione del piccolo e del grande, del prima e del dopo, della quantità cronologica, per la prontezza dei riflessi e per la memorizzazione uditiva e visiva attraverso il coordinamento voce-mano    
  Scheda 2 - Gioco per la stimolazione del proprio corpo e della sua simmetria in associazione al ritmo, all'imitazione gestuale a specchio, all'ortofonia, alla memorizzazione e all'associazione di un antecedente col suo conseguente    
  Scheda 3 - Giochi di coordinamento senso-motorio    
  Scheda 4 - Variazioni sul modo di "dirigere" un'orchestra    
  Scheda 5 - Giochi di autocontrollo motorio, mediante l'espressione del piano e del forte, e di presa di coscienza del rapporto temporo-spaziale attraverso la successione figurata di due o più suoni vicini o lontani fra loro    
  Scheda 6 - Giochi per lo sviluppo della capacità uditiva relativa al timbro e alla durata della vibrazione di uno strumento a percussione, della capacità ripetitiva di una sequenza di timbri diversi con durata pure diversa (memorizzazione) e della capacità compositiva e quindi del senso cronologico (prima e dopo), del controllo manuale (forte e piano), della interiorizzazione del tempo in modo informale e del rapporto tempo-spazio (vicino e lontano) evidenziato dal movimento-suono. E in primo luogo: sviluppo della socialità attraverso il rispetto delle regole    
  Scheda 7 - Danza degli indiani    
  Scheda 8 - Stimolazione per imitazione visivo-uditiva alla produzione di suoni in modo informale, in un primo tempo, e ritmico poi, mediante l'uso individuale di due o più strumenti a percussione ed allo sviluppo delle capacità di manipolazione e di memorizzazione, di discriminazione timbrica, topologica, cronologica e della espressività    
  Scheda 9 - Stimolazione per imitazione visivo-uditiva alla produzione di suoni, prima in modo informale e poi ritmico, mediante l'uso ritmo-timbrico del proprio corpo per lo sviluppo delle capacità espressive, di coordinamento psico-ritmo motorio, di memorizzazione tattilo-visiva, di ricerca e discriminazione timbrica del senso cronologico e simmetrico    
  Scheda 10 - Discriminazione della quantità numerica e cronologica    
  Scheda 11 - Trasmissione ritmo-tattile con il corpo    
  Scheda 12 - Trasmissione melodico-tattile con il corpo: per la discriminazione di due o più suoni o altezze di una semplice melodia    
  Scheda 13 - Gioco dell'orologio vivente per la discriminazione del lento e del veloce, del moto uniforme e del tempo binario, terziario ecc.    
  Scheda 14 - Gioco di coordinamento audio-motorio, di discriminazione timbrica e del lento-presto-accelerato-rallentato (velocità) da eseguirsi anche mediante espressione mimica    
  Scheda 15 - Per lo sviluppo delle capacità discriminative percettive (vista-udito), mnemoniche, manipolative, associative, ortofoniche e di lettura grafica    
  Scheda 16 - Uso della voce, di strumenti melodici e di simboli gestuali e grafici per la discriminazione della durata e altezza dei suoni dall'informale al formale aritmico.    
  Scheda 17 - Gioco mimico per imitazione (lo specchio vivente) per il coordinamento motorio tramite la discriminazione timbrica e per lo sviluppo delle capacità espressive    
  Scheda 18 - Altri giochi sempre aventi il fine di sviluppare la percezione uditiva, la discriminazione timbrica, la prontezza dei riflessi, il coordinamento audio-motorio, la lateralizzazione, l'orientamento nello spazio, la sicurezza in sé e negli altra la socializzazione    
  Scheda 19 - Giochi in associazione alla discriminazione timbrica per l'acquisizione dell'orientamento nello spazio rispetto al centro, al perimetro e alla globalità della superficie ambientale    
  Scheda 20 - Giochi per racquisizione sensoriale dell'orientamento nello spazio in associazione alla discriminazione timbrica e al dentro e fuori e per lo sviluppo delle capacità espressive mimico-gestuali    
  Scheda 21 - Criteri generali per ottenere giochi di simmetria utilizzando strumenti vari diverse parti del corpo e lo spazio    
  Scheda 22 - Avvio alla discriminazione ritmica attraverso ruso delle cellule ritmiche    
  Scheda 23 - Esecuzione ritmica e lettura mediante ruso delle cellule. Giochi per il miglioramento della capacità manipolativa, per lo sviluppo del senso ritmico attraverso il coordinamento parola-gesto, per un avvio alla lettura ed alla ricerca creativa ritmica    
  Scheda 24 Giochi di coordinamento mediante le cellule ritmiche    
  Scheda 25 Avvio all'espressione poliritmica mediante l'uso delle cellule, con l'utilizzazione degli strumenti del movimento e del corpo    
  Scheda 26 - Avvio all'espressione poliritmica e polifonica attraverso l'uso delle cellule    
  Scheda 27 - Ricerca logico-matematica. Prescrittura. Lateralizzazione. Giochi di composizione mediante l'uso di cellule ritmiche    
  Scheda 28 Coordinamento ritmico 'strumentale di gruppo    
  Scheda 29 Coordinamento ritmico-corporeo individuale per la riabilitazione fisica e per lo sviluppo delle capacità di esecuzione e di lettura contemporanea di due o più sequenze diverse    
  Scheda 30 - Coordinamento ritmico-manuale individuale come riabilitazione psico-fisica e sviluppo delle capacità di esecuzione e di lettura di sequenze    
  Scheda 31 - Coordinamento ritmico-strumentale a livello individuale, con sviluppo delle capacità di esecuzione e di lettura contemporanea di due o più sequenze con diversa struttura ritmica    
  Scheda 32 - Esecuzione ritmo-melodica e lettura mediante l'uso delle cellule ritmiche    
  Scheda 33 - Avvio alla danza ritmo-creativa, di tipo popolaresco, con rutilizzazione delle cellule ritmiche, per racquisizione deIrorientamento spaziale, della lateralizzazione, del coordinamento audio-motorio e ritmocorporeo, dell'espressione gestuale e coreografica, per dare, infine, uno stimolo motivante alla socializzazione    
  Scheda 34 - La digitoritmia    
  Scheda 35 - Espressione grafica della durata del suono in entità (segmenti) commensurabil~ del valore di una battuta    
  Scheda 36 - Fonomimica: giochi per la discriminazione e la riproduzione dell'altezza dei suoni e degli intervalli attraverso l'espressione gestuale (simbolo) associata ai gradi della scala    
  Scheda 37 - Come insegnare i gesti della fonomimíca, passando dall'informale al formale    
  Scheda 38 - Per la discriminazione vocalica a livello uditivo in associazione al gesto e la discriminazione dell'altezza dei suoni    
  Scheda 39 - Avvio all'ascolto con la partecipazione del corpo e con ruso di strumenti ritmici    
  Scheda 40 - Raffigurazione gestuale a specchio delle grafie corrispondenti a consonanti e vocali    
  Scheda 41 - Per la discriminazione a livello verbale e grafico delle cinque vocali, in associazione, oltre che al gesto, anche alle singole cinque campane. Per il coordinamento ritmico di tipo oculo-audio-verbo-motorio    
  Scheda 42 - Giochi sulle campane    
  Scheda 43 - Altri giochi sulle campane, come avvio alla discriminazione delle altezze dei suoni    
  Scheda 44 - Gioco della sovrapposizione per la ricerca dell'identità tra due figure uguali e tra sequenze di più figure    
  Scheda 45 - Avvio all'intonazione e al ritmo con la partecipazione del corpo e con l'uso delle piastre sonore    
  Scheda 46 - Avvio alla lettura dei sonemi e delle note mediante l'uso di cartelli da costruirsi appositamente in modo simile alla forma delle note    
  Documentazione fotografica pp.299-304    
  Appendice "Per una nuova educazione musicale di base: quasi una storia" pp.305-309   Bianchi Giordano