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La forza che guarisce

Musica, psiche, società

 

Recensione

Nato dall’amore per la musica, terreno di incontro degli autori, “La forza che guarisce. Musica, psiche, società” si propone come proseguimento spirituale di “Il terzo orecchio” e come ultima testimonianza di Boris Luban Plozza, famoso studioso svizzero scomparso poco tempo fa. Dai diversi livelli dell’ascolto musicale alla moltiplicità della percezione sonora, dalle priorità terapeutiche attribuite alla musica (molto più antiche di quanto si pensi) alla recente applicazione della musicoterapia, dalle teorie sociologiche più accreditate all’acquisizione di valori come punto di contatto tra ciò che ognuno di noi ascolta e ciò che poi vive emozionalmente, il libro è un percorso affascinante che parte dal singolo e dai suoi simboli per estendersi alla società con le proprie mode, culture, stili e confini in un gioco di influenze e trasformazioni. Una lotta tra bisogno di identificazione sempre più intenso e i dettami di una società “musicalizzata”. Una questione aperta, uno stimolo per i lettori-ascoltatori a lasciarsi cullare dall’indeterminatezza insita nel suono, districandosi tra le necessità più intime e le logiche di fenomeni musicali sempre più differenziati e “dispersi”.
Gli autori percorrono strade apparentemente non connesse tra loro, ma accomunate appunto dall’universo sonoro. Il libro è diviso in due parti: una storica e psicanalitica, l’altra sociologica. Nella prima si analizza il rapporto dell’uomo con il suono e la sua evoluzione nel tempo, il potere simbolico della musica e gli aspetti terapeutici. Nella seconda si analizza la musica nel suo dialogo sociale, nella sua componente consumistica.
«La musica corrisponde a una particolare disposizione d’animo il cui fine ultimo è ascoltarsi e la cui manifestazione è l’emozione». Il potere evocativo musicale va, dunque, oltre la grammatica compositiva ed è prorompente al punto di scomporre i nostri schemi per ricomporli in nuove configurazioni in sintonia con la nostra essenza. L’arte musicale, però, deve fare i conti anche con il proprio tempo, con la società massificata dove il marketing e la pianificazione economica prevalgono sul percorso di conoscenza del singolo. La musica massificata diventa così un’esperienza sempre meno profonda e spontanea, ovvero l’imposizione di modelli calati dall’alto.

Indice

  Presentazione   Mongodi Giacomo
  Premessa   Ferroni Nicola
  Introduzione degli autori    
  Prima parte: musica, psiche...    
Cap.1 Musica e storia pp.1-18    
1.1 Musica e psiche: tracce nel passato    
1.2 Il senso storico della musica    
1.3 La musica: un occulto esercizio aritmetico dell'anima    
1.4 Da Bach al blues, dal gregoriano alla techno: un esercizio dello spirito    
1.5 La musica nuova    
1.6 Un continuum di generi    
Cap.2 Musica e metafora pp.19-39    
2.1 Archetipo e musica    
2.2 L'identità sonora e il Cantico dei Cantici    
2.3 Dalla comunicazione non verbale alla terapia    
2.4 Terapia e musica: una grande mente allegorica    
Cap.3 Musica e morale pp.40-52    
3.1 Il valore della musica    
3.2 Il "terzo orecchio": lente dell'anima    
  Seconda parte:...e società    
Cap.4 Brevi cenni di sociologia della musica pp.53-66    
4.1 Introduzione    
4.2 Max Weber e la musica    
4.3 Musiche, pubblici, società    
4.4 Questione di stile    
Cap.5 L'ascolto pp.67-77    
5.1 I "sei ritratti" di Adorno    
5.2 Schiavitù, "attrazione fatale"    
Cap.6 La cultura di massa pp.78-107    
6.1 L'arte della convinzione    
6.2 Dwight Macdonald    
6.3 I compromessi del "gusto medio"    
6.4 Star, sottocultura e controcultura    
6.5 La sottocultura? Innocua e a la mode    
Cap.7 La fuga dalla purezza pp.108-122    
7.1 Herbert Marcuse, "uomo senza bolle"    
7.2 Walter Benjamin e il "numero uno"    
7.3 Catturati o conquistati dal feticismo?    
  Bibliografia pp.123-127