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La voce dell’arcobaleno

Origini, tecniche e applicazioni del canto armonico

 

Recensione

Il canto armonico consente di udire, produrre e controllare particolari vibrazioni sonore di elevato potere, sviluppate da antiche tecniche di guarigione fisica e spirituale. Un tempo diffuse in tutto il mondo e confinate poi in ambienti sciamanici ed esoterici, queste tecniche sono state recentemente riscoperte da etnomusicologi, da musicisti e da un numero crescente di persone che praticano il canto armonico per il proprio benessere e la propria elevazione spirituale.
La voce dell’arcobaleno rappresenta un testo unico nel suo genere, che ci aiuta a leggere il cammino della civiltà orientale e occidentale in chiave sonora e secondo una filosofia “armonicale”. Questo libro potrà dunque rappresentare uno strumento di riferimento e di studio non solo per i musicisti, ma anche per tutti coloro che desiderino leggerlo da un punto di vista storico e antropologico. Il testo è infatti in primo luogo un libro sul suono, che tratta di tecniche vocali antichissime non insegnate nei conservatori e nelle scuole di musica, e che fornisce una lettura della civiltà in chiave sonora.
Dopo aver avuto modo di inquadrare la natura del canto armonico, potremo sperimentarlo noi stessi, attraverso numerosi esercizi facilmente eseguibili che ci permetteranno di riprodurre le principali tecniche vocali del canto stesso. Scopriremo che l’utilità di queste tecniche va ben oltre la semplice riproduzione vocale, giacché mediante il loro utilizzo mirato, ad esempio attraverso la pulizia dei chakra, avremo la possibilità di influire sul nostro benessere e sul nostro stato d’animo.

Indice

  Prefazione pp. 8-9    
  Introduzione pp. 10-14    
Cap. 1 pp. 15-28    
1. 1 Una storia Sufi    
1. 2 Musica su una nota sola    
1. 3 Che cos'è il canto armonico    
1. 4 Riscoperta e storia recente del canto armonico    
1. 5 Storia meno recente. La pipì di Indra e la Musica delle Sfere    
1. 6 I luoghi del canto armonico    
1. 7 Morte e trasfigurazione    
Cap. 2 pp. 29-42    
2.1 Suono e Musica    
2.2 Musica come arte del suono    
2.3 Alcuni principi di acustica    
2.4 Timbro: il colore del suono    
2.5 Il modello planetario    
2.6 La danza del diapason    
2.7 Il Mistero dell'Ottava e il calcolo degli intervalli    
Cap. 3 pp. 43-63    
3.1 Le serie dei suoni armonici: conoscenza ufficiale e iniziatica    
3.2 Pitagora e il monocordo    
3.3 Misurare a occhio e a orecchio    
3.4 Il suono dell'arcobaleno    
3.5 La serie degli armonici: morfologia e struttura    
3.6 Consonanza e dissonanza    
3.7 Schonberg e l'evoluzionismo musicale    
3.8 La serie degli armonici: suono e numero    
3.9 Autoreferenzialità del suono    
3.10 Un'altra storia sufi    
3.11 Pitagora e il circolo delle quinte    
3.12 Ternarius e Senarius    
Cap. 4 pp. 64-86    
4.1 Temperamento: una storia infinita    
4.2 Tolomeo d'Alessandria e l'intonazione naturale    
4.3 Piccola ricapitolazione. La dottrina degli affetti. La polifonia    
4.4 I temperamenti mesotonici e l'urlo del lupo. Nascita della tastiera    
4.5 Prototipi e dinosauri    
4.6 Temperamento equabile    
4.7 Musica pneumatica e musica meccanica    
4.8 Ulteriore modifica del temperamento equabile    
4.9 Non tutti i temperamenti equabili sono eguali    
4.10 Johann Sebastian Bach e il Wohltemperierte Clavier    
4.11 Temperamento e civiltà    
4.12 Ascesa e rovina dell'armonia    
4.13 La crisi dell'espressività    
4.14 Il temperamento equabile come avanguardia del Caos    
4.15 La difesa dell'intonazione naturale e il ritorno dei dinosauri. Harry Partch    
Cap. 5 pp. 87-191    
5.1 Le tecniche del canto armonico. Preludio pedagogico    
5.2 La sindrome di monsieur Jourdan e la teoria dei formanti    
5.3 Pulizia dei chakra    
5.4 Tecniche a una cavità o del primo formante    
5.5 Lo spazio tra le vocali    
5.6 Concentrazione sul suono    
5.7 Pulizia dei chakra avanzata    
5.8 Prima ricapitolazione: come amplificare gli armonici    
5.9 Della respirazione    
5.10 Secondo formante, xoomij, canto mongolo a due cavità    
5.11 La pratica dello xoomij    
5.12 Tecniche e terminologia. Estensioni e limiti vocali    
5.13 Tecniche di controllo. Armonici congiunti e disgiunti    
5.14 Il suono del gong: controllo dell'inviluppo    
5.15 Un incontro storico: femminismo e Canto Tibetano    
5.16 Canto tibetano e kargiraa mongolo    
5.17 I sonogrammi e la loro lettura    
5.18 Yodeling alpino e yodeling pigmeo: una storia tirolese    
5.19 I battimenti: nuvole di suono    
5.20 L'improvvisazione di gruppo e la cessazione del dialogo mentale. Struttura di massa    
5.21 Una griglia per la composizione e l'improvvisazione. Musica in forma di cristalli    
5.22 Come migliorare la propria tecnica?    
5.23 Gli strumenti armonici    
Cap. 6 pp. 192-266    
6.1 Il fascino discreto delle vocali    
6.2 Mantra e Japa    
6.3 Il caso Rimbaud: il silenzio dopo il delirio    
6.4 Dell'arte oggettiva    
6.5 Il mantra A-U-M come arte oggettiva    
6.6 Godel, Patanjali e Joyce    
6.7 I 9 miliardi di nomi di Dio    
6.8 Qualità del suono, del numero e della psiche    
6.9 Le forme del suono: Chladni e la registrazione sonora    
6.10 Hans Jenny e la Kymatica    
6.11 L'arte dell'ascolto    
6.12 L'ascolto come arte della memoria    
6.13 Manfred Clynes e le forme essentiche    
6.14 Gli armonici, chiave dell'esperienza visionaria sonora    
6.15 L'effetto Tomatis    
6.16 Il pensiero armonicale. la musica delle sfere    
  Bibliografia    
  Opere citate